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Nusaybin
Altri nomi: Nisibis
Nusaybin (anticamente nota come Nisibis) è una città situata nell'Alta Mesopotamia, nella regione di Diyar-ı Rabia, ed è frequentemente menzionata nelle fonti storiche dall'antichità al periodo ottomano. Nel corso della storia, è passata di mano tra diversi imperi e dinastie, distinguendosi per le sue risorse idriche e i suoi studiosi.
Fonti Antiche
Nelle fonti antiche, Nisibis è menzionata insieme a Corduene. Ammianus Marcellinus, che partecipò personalmente alla spedizione, descrive dettagliatamente le guerre tra lo Shahanshah Sasanide II. Şapur e l'esercito Romano e la regione; riferisce che i Persiani chiesero in riscatto la consegna di Moxoena (Miks), Zabdicena e quindici fortezze, insieme a Corduena, Nisibis (Nusaybin) e Singara (Sincar) (). Nella cronaca di Mar Yeşua, che narra il periodo 494-506/7 d.C., vengono trattate le campagne dello Shah Sasanide I. Kawad e la carestia in queste regioni; in questo contesto, si registra che una comunità si ribellò contro Kawad, tentando di conquistare Nisibis/Nusaybin e combattendo a lungo (). La città è anche menzionata come punto di confine geografico nella Storia di Mar Qardagh, che contiene informazioni sul quarto secolo: la regione di Adiabene è descritta come l'area che si estende da Nusaybin fino al fiume Diyala ().
Geografia del Periodo Islamico
Nel periodo islamico, l'Alta Mesopotamia, insieme alle terre conosciute come el-Cezîre e che includevano Nusaybin, è stata uno dei principali argomenti dei primi libri di storia e geografia islamica (). Secondo la geografia tracciata da İbn Havkal, Diyar-ı Rabia è la regione nelle parti orientali e meridionali delle terre di Cezîre, con Musul come centro, e Nusaybin è una delle sue città principali, insieme a Cezîretu İbn Ömer (Cizre), Beled, Rasulayn, Sincar; i confini si estendono a ovest da Tur Abidin, che si affaccia su Nusaybin, fino al Dicle ().
Il fatto che il geografo İbn Havkal fosse originario di Nusaybin stesso dimostra il posto della città nell'ambiente accademico (). La città è uno degli argomenti di spicco nei libri di geografia per l'abbondanza delle sue risorse idriche; le sue ricche acque hanno influenzato anche il suo clima, conferendogli una qualità soffocante che opprimeva, e talvolta persino faceva ammalare, i visitatori. Dımaşkî menziona che pietre e piombo furono ammassati nelle sorgenti per evitare che la città fosse sommersa (). La produzione di acqua di rose della città è anche rinomata; İbn Battûta registra che Nusaybin non aveva eguali in termini di acqua di rose ed essenze. Molti geografi hanno anche menzionato gli scorpioni mortali della città ().
Cambiamenti di Dominio
Nusaybin è stata oggetto di contese tra diverse potenze. İbn Şeddad narra che durante il regno del sovrano Dustekî Bad, la città passò prima sotto il dominio dello Stato Dustekî, poi dello Stato Mervanî, cambiando di mano tra varie potenze fino a quando non passò sotto il controllo dello Stato Ayyubide, e infine la sua caduta in mano ai Mongoli (). El-Umerî, d'altra parte, riferisce che Nusaybin faceva parte della vasta area geografica in cui i Curdi si diffusero tra i fiumi Dicle e Fırat, nelle pianure di Mardin, durante i periodi Mongolo e Mamelucco (). Si registra anche che i mir di Nusaybin, insieme a quelli di Cezîre, Botan, Hısnu Keyfâ e Suruç, dichiararono la loro lealtà ().
Periodo Ottomano
Nell'ordinamento amministrativo Ottomano, Nusaybin si trovava come uno dei distretti (kazas) del sangiaccato di Mardin, dipendente dalla provincia di Diyarbekir; è menzionata insieme a Cizre, Avina, Midyat e Şırnak (). Nei registri riflessi negli annuari provinciali, si osserva che il distretto di Nusaybin, appartenente al sangiaccato di Mardin, conteneva 243 villaggi e 7 nahiyes ().
Fonti
Volume 1: Weqfa Ban — Cilt 1 (2023)
Autori: Muhammet Yücel, Abdurrahman Acar, Nevzat Keleş, Hakan Can, Yusuf Baluken, Bedrettin Basuğuy
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Volume 2: Weqfa Ban — Cilt 2 (2023)
Autori: İbrahim İbrahimî, Hakan Can
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Volume 4: Weqfa Ban — Cilt 4 (2022)
Autori: Yasemin Aygün, Şeyhmus Bingül, Maşallah Bingöl
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Le fonti provengono dalla collana “Kürt Tarihinin Kaynakları” (Fonti della storia curda). Curatori della collana: Nurettin Beltekin, Serdar Şengül, Ercan Çağlayan.
Voci correlate
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